Diving Helmet Italy by Fabio Vitale
Diving Helmet Italy by Fabio Vitale

Giochi da grandi - Il collezionismo e la storia del giocattolo a tema subacqueo.

Devo cominciare ringraziando un amico, Max Perugia, senza il quale non mi sarei mai sognato di collezionare “palombari giocattolo” e giochi a tema subacqueo in genere. Entrambi collezionisti di altre cose, ci siamo ritrovati in uno dei nostri momenti di “gioiosa demenza senile” a scambiarci oggetti. Tra questi, sul tavolo del baratto, Max mise una serie di palombari giocattolo che aveva raccolto qua e là e che in qualche modo non barattava ma mi affidava con il preciso compito di cominciare a scriverci qualcosa sopra. Quindi quello che vedrete e che è oggi in parte la mia collezione è frutto anche delle sue fatiche di cacciatore di oggetti del passato e di investigatore. 

L'importanza di rimanere bambini

Il giocattolo è definito dagli studiosi come un oggetto usato nell’attività di gioco, un’attività propedeutica all’apprendimento di conoscenze e abilità che poi saranno utili nella vita adulta oltre chiaramente allo sviluppo di tutto quel mondo fantastico che poi ha una enorme importanza nella formazione del carattere di ogni essere umano. Spieghiamo così le bambole e i soldatini, i primi giochi che i bambini fin dai tempi più antichi utilizzavano per prepararsi al ruolo di madre o di guerriero. Però il gioco, proprio per questo uso, non è prerogativa solo umana ma anche degli animali (nello specifico dei mammiferi) che tale attività praticano da cuccioli proprio per prepararsi a determinate attività. Basti pensare a quanto giochino i cuccioli di cane e di gatto nelle nostre case, giochi che svilupperanno le doti di caccia o magari di difesa del territorio.

Ma il gioco si lega anche al periodo più bello della nostra vita, quello spensierato dell’infanzia e proprio per questo il giocattolo da sempre è un oggetto culto del collezionismo, attività praticata esclusivamente dai “grandi” nella loro nostalgica ricerca di odori e sapori di periodi felici. Un collezionismo spesso di alto livello perché, proprio per i giocattoli più datati, si tratta spesso di oggetti rari. Il giocattolo era destinato ad essere rotto, distrutto o quanto meno molto usurato. Il bambino proiettando il gioco nel mondo reale cerca di ricreare le situazioni vere, sia si tratti di automobiline che si scontrano o di aeroplani che dopo lunghi voli guidati nelle manine finiscono per essere catapultati dalle finestre dei piani alti. Forse meno distruttive ma comunque usuranti le attenzioni delle bambine per i loro bambolotti, pettinati, lavati e truccati.

Insomma il giocattolo è un oggetto da collezione spesso costoso e comunque raro a trovarsi se parliamo di giocattoli antichi o molto vecchi in condizioni accettabili (cioè intergi se usati o magari nuovi e cioè “mai giocati”) con un valore che cresce esponenzialmente se ci riferiamo a giocattoli nella loro confezione originale.

Il ludione, un giocattolo scientifico

Anche il fantastico e avventuroso mondo dei palombari non poteva esimersi dal proporsi agli occhi dei più piccoli che vedevano questi strani personaggi all’interno di affascinanti scafandri sfidare il misterioso e pericoloso mondo sottomarino a caccia di tesori affrontando i più terribili mostri marini. E dalla fine del 1800 cominciano a fare capolino i “palombari giocattolo”, anche educativi e soprannominati spesso “giocattolo scientifico”.

Principalmente vennero costruiti nei Paesi più ricchi, dove la rivoluzione industriale permetteva anche lo sviluppo di queste prime “fabbriche di giocattoli” e quindi parliamo principalmente di Inghilterra, Francia e Germania.

Non è facile datare i giocattoli, quasi sempre non si hanno documentazioni (nemmeno di quelli un po’ più recenti definiti vintage) perché le aziende che li producevano erano piccole e quindi rimaste misconosciute nel mondo industriale.

Quello che può aiutare (ma non è un termine sempre affidabile) nella collocazione temporale è il materiale di costruzione e le tipologie di scafandro che prendevano sempre spunto da quelli reali sebbene con variazioni sul tema in base alla fantasia del costruttore.

Uno dei primi giocattoli palombaro che troviamo verso la fine del 1800 è il “ludione”, quello che tutti i subacquei conoscono con il nome di “diavoletto di Cartesio” e che è servito a tanti di noi istruttori per spiegare agli allievi la legge di Archimede.

Il “ludione”, nei primi esemplari, era costruito in vetro o ceramica a forma di palombaro, poteva portare sulla sua sommità un palloncino. Cavo e aperto sotto veniva posto in un tubo di vetro pieno di acqua e chiuso superiormente da una membrana. Premendo sulla membrana si andava a trasmettere la pressione all’acqua, incomprimibile, che a sua volta la trasmetteva all’aria (comprimibile) all’interno del palombaro che, diminuendo di volume, lo  faceva affondare lentamente. Interrompendo la pressione il palombaro risaliva in superficie ritornando al suo assetto positivo calcolato considerando il suo peso e il suo volume interno o quello del palloncino.

Il “ludione palombaro” mantenne inalterata nel tempo la sua funzione di “giocattolo scientifico” e lo troviamo subito dopo costruito in lamiera litografata. Siamo verso i primi anni del 1900. 

Antica immagine descrittiva di un ludione o diavoletto di Cartesio

Ludione in celluloide di probabile fattura francese. Composto di due parti realizzate a stampo che venivano poi incollate. Alto circa 4 cm in origine (probabilmente vi erano delle scarpe metalliche con la funzione di zavorra inferiore) e del peso di soli due grammi è uno dei più vecchi ludioni conosciuti datandosi verso la fine del XIX secolo.

Ludioni in metallo della ditta tedesca Bing. Uno quasi nuovo con la sua scatola originale e uno molto "giocato" con gli affascinanti segni del tempo, anno 1912, altezza 21 cm. ca. 

Giocattolo palombaro molto inusuale e raro per il periodo. In effetti dalla fattura si può datare questo bambolotto verso la fine del XIX secolo o i primi anni del 1900. In fine porcellana, con un vestito in tela a simulare lo scafandro, una ascia alla cintura e un bellissimo quanto raffinato elmo da palombaro in metallo che, per poter essere indossato, si apre a cerniera. Considerando che all'epoca non era consono destinare dei bambolotti a bambini maschi, probabilmente questo giocattolo era comunque destinato a delle bambine o, altra tesi, invece di un giocattolo poteva trattarsi di un bambolotto ricordo destinato al pubblico degli adulti.

Ludione palombaro, alto circa 12 cm., in metallo della Bing nella sua originale scatola in cartone. Epoca 1919/1932.

Ludione palombaro in metallo del 1920 circa di origine tedesca.

Palombaro munito di un meccanismo a molla in grado di dare propulsione a una elichetta. In metallo litografato con grande cura, è alto 19 cm e pesa circa 73 grammi. Periodo circa 1920, di probabile fattura tedesca.

Foglio proveniente dall’editore alsaziano R. Ackermann, Wissembourg, succr. De F.C. Wentzel. Porta il nome Taucher ed è numerato con il 1677. Il periodo stimato è tra il 1913 e il 1929. Il foglio misura 43 cm di altezza per 34 di larghezza. Si incollava su un cartoncino ritagliandone successivamente le varie parti che una volta assemblate davano vita a un palombaro snodato di circa 51 cm di altezza.

Set da gioco in metallo della ditta inglese Crescent Toys, prima serie del 1938.

Ludione in celluloide fabbricato dalla inglese Dixon Plastics Ltd per il marchio Saxon Tower, anni ‘40. La prima serie veniva venduta in una scatola di cartone anonima, successivamente anche la confezione verrà abbellita con immagini di sicuro effetto sulla fantasia dei bambini.

Istruzioni che accompagnavano nella scatola il ludione palombaro dalla inglese Saxon Tower. 

Ludione della italiana Saba nella sua bellissima scatola in cartone, anno 1948.

Fogli di presentazione che accompagnavano il giocattolo Saba.

Ludione francese degli anni 50. Era un vero e proprio gioco scientifico. Il palombaro, dall'aspetto molto rudimentale, si componeva di un corpo in plastica al cui interno era inserita una capsula cilindrica metallica. Estraendola dalla parte inferiore la si riempiva con una polvere chimica innocua a base di acido tartarico e bicarbonato che a contatto dell'acqua creava una specie di propulsione in grado di far salire in superficie il palombaro. Nella scatola vi era, oltre al palombaro alto 6 cm, una bustina di polvere chimica utile per circa una dozzina di "immersioni".

Ludioni in plastica della italiana Bozzetti. Venivano fatti in diverse misure. I primi modelli a partire dagli anni 60/70. Si compravano nelle latterie e in alcuni casi li trovavi nei fustini del "Tide". Erano accompagnati da un mini foglietto di istruzioni.

Ludione in plastica di fabbricazione italiana, “Il palombaro – Giocattolo scientifico”. Fabbricante non conosciuto. Uno dei più bei ludioni degli anni 60/70, incredibilmente dettagliato.

Ludione in plastica fabbricato dalla inglese True Working Model, circa anni 60/70, altezza 8,5 cm.

Contemporaneamente il mondo dei palombari era anche preso a riferimento per un’altra serie di giochi quali i classici teatrini di legno e cartone, i cubi con i quali ricomporre particolari scene e un po’ più avanti i primi giochi da tavolo. E’ un periodo caratterizzato da una grande ricchezza e vivacità delle scenografie, il liberty irrompe con tutta la sua bellezza.

Tra i vari giochi alternativi al ludione troviamo un bellissimo palombaro, la cui attrezzatura tradisce l’origine germanica, da ricomporre. Il bambino trovava i vari pezzi dello scafandro stampati a vivaci colori su un foglio di carta. Andavano ritagliati e incollati su un cartoncino per poi essere ricomposti attraverso un lavoro di assemblaggio che come risultato finale avrebbe dato un pupazzo dagli arti movibili.

Nel mondo collezionistico troviamo un palombaro molto ambito dai suoi appassionati. Si tratta di un personaggio in latta litografata che all’interno era munito di un meccanismo a molla che, caricato con una chiavetta, dava propulsione a una elichetta posizionata sotto il cavallo del palombaro. Grazie a questa spinta il palombaro sarebbe dovuto tornare in superficie. La litografia è splendida ed è molto raro trovarlo in condizioni accettabili.  Anche qui la tipologia di attrezzatura litografata molto simile agli scafandri Draeger tradisce la sua origine tedesca.

Nei vari anni i “ludioni palombari” sono stati fabbricati in materiali alternativi alla porcellana e alla latta. Li troviamo in celluloide, in bakelite, in plastica e la variazione di assetto era determinata da una peretta o dalla bocca del bambino che insufflavano aria all’interno del palombaro per mezzo di un lungo tubicino di gomma.  Quello che colpisce è che con il progredire degli anni questi palombari si sono impoveriti graficamente, perdendo un pò alla volta il fascino dei colori e dei particolari fino ad arrivare a quelli degli anni ‘60/’70, in plastica monocolore, che molti di noi subacquei ora “datati” si facevano comperare dalle loro mamme nelle latterie. Unica eccezione di quegli anni la troviamo in uno dei più bei “ludioni palombari” mai costruiti, bellissimo per la sua grande somiglianza fin nei particolari a un palombaro vero e, devo dire con orgoglio, di fattura italiana, figlio di quel boom economico e industriale degli anni ‘60. Sembra più un modello da esposizione che un giocattolo. Era venduto in una altrettanto bellissima scatola in cartone che già faceva desiderare di possederlo. Sulla scatola c’era scritto proprio “il Palombaro, giocattolo scientifico brevettato”. Non sono riportati marchi di fabbrica. In plastica dura con colori assolutamente fedeli agli originali, portava scarpe zavorrate con puntale metallico e zavorra sorretta da corde come nella realtà.

Dalla metà degli anni 60 il palombaro diventa protagonista di una moda arrivata dagli USA, quella dei bambolotti per bambini. Sulla scia della Barbie per bambine, la statunitense Hasbro nel 1964 lancia sul mercato G.I. Joe, un bambolotto snodato in divisa militare per maschietti al quale, non essendo conveniente dare il nome di doll (bambola) per non confonderlo appunto con la Barbie, viene chiamato “action figure”. Successivamente, nel 1966, la britannica Palitoy Ltd acquista la licenza dalla Hasbro per produrre un bambolotto simile che chiamerà Action Man.  G.I. Joe e Action Man possono vestire accessori di tutti i tipi e prendono le sembianze di soldati, piloti, paracadutisti e infine anche quella di palombaro.

Da citare, sempre dello stesso periodo (dal 1968) il palombaro Madelman, versione spagnola di Action Man.

Questi giocattoli non sono più scientifici ma lasciano spazio alla fantasia del bambino che attraverso i suoi personaggi vive fantastiche avventure.

Questi giocattoli sono diventati un discreto pezzo da collezione e qui la “perversione”, in senso buono, del collezionista ha dato il massimo di sé facendo decollare le quotazioni delle prime produzioni soprattutto se mai giocati e nelle loro confezioni originali. Io, avendo ancora un bambino nascosto dentro, non sarei mai capace di comprarne uno e lasciarlo rinchiuso nella sua scatola.

Gioco da tavola della Parker Brothers Inc. statunitense (quella del Monopoli), anno 1948.

Bellissimo gioco da tavola tedesco probabilmente degli anni 50. Il palombaro munito di calamita veniva utilizzato immergendolo all'interno del cubo per pescare vari oggetti dal valore differente. I giocatori non potevano vedere cosa pescavano.

GI.Joe palombaro, action figure della statunitense Hasbro del 1964 in una rarissima confezione in legno con un bellissimo disegno. 

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